Gavin DeGraw è un artista di singolare talento, distintosi in pochissimi anni come uno tra i principali interpreti-cantautori della scena contemporanea. Ci è riuscito alla vecchia maniera, contando sulle proprie capacità creative, sulla perseveranza e su una logica sana e casereccia, qualità che gli hanno consentito di farsi strada come nuova voce nel panorama musicale. Oggi Gavin DeGraw aggiunge un nuovo capitolo alla sua storia professionale con la pubblicazione del secondo album da studio, dal titolo omonimo, Gavin DeGraw.
Il debutto di DeGraw risale al 2003, anno di pubblicazione dell’album d’esordio, Chariot, che ha focalizzato l’attenzione del paese su un giovane artista, vibrante e carismatico, in grado di instaurare con il pubblico un rapporto di grande complicità, pregio che lo distingue da molti artisti contemporanei. Con oltre un milione di copie vendute ed una certificazione Platino Chariot lancia tre indimenticabili singoli – “I Don’t Want To Be,” “Follow Through,” e la title-track, “Chariot”. Non sono solo le cifre ad attestare la popolarità di DeGraw. Il brano “I Don’t Want To Be” è stato scelto come tema della celebre serie televisiva “One Tree Hill”. DeGraw è stato ospite presso show televisivi del calibro di The Late Show di David Letterman, The Tonight Show di Jay Leno, Live with Regis & Kelly, Last Call con Carson Daly, solo per citarne alcuni. Le sue canzoni sono state spesso riproposte nell’ambito di “American Idol”. Non dimentichiamo infine i numerosi tour che hanno incrementato progressivamente la sua audience.
Gavin DeGraw è una raccolta di brani avvincenti e carichi di emozioni, che sviscerano i temi della gioia e del rigore nelle relazioni d’amore e nella vita. Per chiunque abbia sperimentato un successo fulmineo, risulterebbe difficile sfuggire alla tentazione di imitare la stessa formula artistica. Tuttavia, quando è arrivato il momento di registrare il suo secondo album, DeGraw ha fatto una scelta coraggiosa e ha deciso di dare all’album un sound più rock-oriented, grazie all’aiuto del celebre produttore Howard Benson (My Chemical Romance, Daughtry Motörhead). DeGraw ha scritto tutti i brani dell’album, ha suonato chitarra e piano e ha contribuito agli arrangiamenti.
“La mia prima vera passione musicale è stata per il rock classico e quel genere è sempre stato il punto di partenza del mio lavoro,” spiega DeGraw, che ha frequentato la Berklee School of Music prima di lasciarla per dedicarsi alla carriera artistica. “Sento di aver appagato gran parte di quella passione nel mio primo disco e ora voglio trarne lo Yin e lo Yang. Col nuovo lavoro volevo trasmettere maggiore incisività. Nessuno vuole essere classificato in eterno come il ragazzo ‘dolce e carino’ che canta canzoni ‘sdolcinate e carine’.”
L’albumGavin DeGraw ha senza dubbio un sapore più rock, ma non è un album hard-rock. E’ pur sempre il riflesso del talento musicale che DeGraw ha dimostrato ogni volta nel fotografare i sentimenti e le emozioni per poi riproporle poeticamente all’ascoltatore. Parte del fascino di DeGraw risiede nel modo in cui lui stesso cede a quelle emozioni quando scrive le sue canzoni, e questa è anche una della ragioni per cui i suoi fan lo adorano: la sua musica diventa la colonna sonora della loro vita. “Sono immensamente riconoscente per il modo in cui mi seguono,” spiega. “E’ piuttosto bizzarro, considerando che quando ero più giovane e suonavo nei bar spesso mi infastidiva il fatto che la gente cantasse con me. Finché un bel giorno mi sono detto ‘Cosa ti è preso?!?’. Finalmente capisci che il pubblico apprezza davvero quello che stai facendo, a tal punto da sacrificare il proprio imbarazzo per lasciarsi andare insieme a te. E’ una cosa fantastica.”
Proprio per ricambiare questo tipo di affetto DeGraw registra nel 2004 una versione sobria ed acustica del grande successo d’esordio, dal titolo Chariot Stripped, per avvicinarsi ancora di più alla sua audience.
La storia di DeGraw ha inizio nella città di South Fallsburg, New York – che a dire il vero non è affatto una città. A due ora da New York City, South Fallsburg tecnicamente è un borgo – una comunità rurale classificata come nucleo inferiore persino al villaggio. “Non sono cresciuto in un posto che si potesse definire carino, interessante e sicuro,” racconta. “C’erano aspetti positivi, naturalmente, ma non abbiamo ricevuto una preparazione privilegiata. Così credo di aver in un certo senso maturato il desiderio di rendere le cose migliori attraverso la mia musica. Forse se fossi cresciuto in un ambiente più esclusivo la mia musica sarebbe stata meno genuina.”
Quali che fossero le influenze, si sono tradotte in un grande successo per DeGraw, che inizia la sua carriera partendo alla volta di New York City per suonare praticamente ovunque – ristoranti, bar, locali after-hour. Il suo primo concerto è in un ristorante italiana di Hell’s Kitchen, dove tra l’altro serve ai tavoli (“Ero un cameriere terribile,” confessa ridendo). Ben presto comincia a suonare nei bar, frequentati principalmente da vecchi conoscenti – originari della sua città – o da nuovi amici. Successivamente passa ai club locali dove attira un pubblico sempre più folto. Nel 2001 registra e stampa il suo primo CD live, che sarà venduto durante i concerti ormai sempre più numerosi. Dopo la firma del contratto con J Records e la pubblicazione di Chariot, nel 2003, per DeGraw si presenta una grande opportunità quando “One Tree Hill” sceglie di utilizzare il suo primo singolo “I Don’t Want To Be” per la colonna sonora. Un vasto pubblico in ogni angolo del paese viene presto sedotto dai suoi modi affabili, dalle sue prodigiose doti di compositore e dalla sua voce.
“Mi sono preso un pausa, coma fa molta gente, ma non è successo tutto da un momento all’altro. Credo che serva per tenere le cose a bada,” riflette DeGraw. “Il successo tra l’altro è una nozione talmente relativa, se pensiamo che per me il successo è stato suonare in un ristorante dopo aver suonato per strada. Un successo poter suonare in un bar anziché in un ristorante. E poi suonare in un club anziché in un bar, capite? Tutti sono stati per me importanti traguardi, ho avuto una vita fortunata. E’ stato fatale arrivare a doversi guadagnare da vivere a livello locale a New York.”
DeGraw ha scritto il suo nuovo album nell’arco di un anno, cominciando nell’inverno del 2006. Molte canzoni le componeva alla chitarra, ma anche al piano, e ciò non ha fatto altro che rafforzare la sua versatilità di frontman. L’album è stato registrato a Los Angeles, con Benson, il produttore ideale secondo DeGraw per aiutarlo a trasferire le sue ambizioni rock sul piano della vita. “A mio parere un buon produttore è qualcuno che senti potrà tirar fuori da un disco quello che cerchi. Se dici ‘voglio che suoni come una palla rossa sfocata, un buon produttore risponderà, ‘So esattamente quello che vuoi’ – e Howard è proprio così.”
L’album Gavin DeGraw analizza gli alti e i bassi dell’essere innamorato – le emozioni avvolgenti, le strette al cuore, il desiderio, e tutte le sue sfumature terrene. “Giusto per mettere le cose in chiaro, questo album non è riferito ad una ragazza,” afferma DeGraw, sicuro che prima o poi gli verrà posta la fatidica domanda. “Parla di diverse relazioni, del mio stato d’animo nell’ambito di quei legami e del riflesso poetico delle esperienze che ho vissuto.”
Il primo singolo dell’album è “In Love With A Girl”, dalle sonorità rock, che vede DeGraw crogiolarsi dolcemente nella certezza della propria relazione. “Racconta come ci si sente a stare con qualcuno ne quale riponi piena fiducia e che a sua volta ripone la stessa fiducia in te, ti conosce davvero bene e ti ama per quello che sei,” spiega DeGraw. Rock jam per eccellenza, che amplifica l’onnipresente romanticismo di DeGraw, il brano è perfetto per introdurre il nuovo sound del suo ultimo album.
Dai toni blues di “Young Love” alla giocosità cordiale di “Next To Me” il nuovo album rivela ancora una volta lo straordinario talento dell’artista come autore. “Let It Go” è una canzone d’amore lenta e suadente, ma estremamente accattivante, che svela come convincere una donna a trovare conforto in te. “Può far svanire tutto ciò che la tormenta, tutte le tensioni”, spiega. “E’ nutrimento musicale che porta consolazione.”
Nel brano “I Have You To Thank,” sullo sfondo di un vivace riff di piano, stile ballata pop, DeGraw convoglia una delle sue passioni di sempre – la soul music, in primo luogo le canzoni di Sam Cooke, Smokey Robinson e The O’Jays. “Quando ho sentito Sam Cooke per la prima volta, la mia vita è cambiata,” ricorda DeGraw. “Era un vocalist di prim’ordine. Quel genere di canzoni, brani d’amore appassionati, fanno emergere il ‘cantante’ in un cantante, sapete? Questo è stato il mio tributo a quel tipo di sensibilità. Spiega come ci si sente quando si è totalmente innamorati di qualcuno. E’ come scoprire un nuovo amore. Quella sensazione di crampi allo stomaco e vertigine, non solo dopo il primo incontro. Succede ogni volta che ti vedo. Ogni volta è come vivere un nuovo amore.”
Ma Gavin DeGraw non è interamente costruito sugli aspetti positivi delle relazioni. “Cheated On Me” illustra le complicazioni legate alla lontananza, le preoccupazioni che investono la mente quando il partner non è presente. “Non si può amare e non essere gelosi. Credo che la gelosia sia un’emozione naturale, inscindibile dal nostro essere umani. Il primo verso del brano pone questo interrogativo: quando uno è lontano, il partner cercherà la presenza di un altro? Il secondo verso si domanda se qualcuno che si dimostra geloso possa spingere il compagno tra le braccia di un altro.”
Con il nuovo album DeGraw spera di dare un seguito alla popolarità che lo ha fino ad oggi accompagnato e, ciò che più conta, di continuare a poter contare sul sostegno di un pubblico sempre più numeroso. “L’aspetto più stimolante ed impegnativo della mia attività di autore, che costituisce tra l’altro la parte più divertente del mio lavoro, è cercare di scrivere in un modo che sia personale per me, ma lo sia anche per l’audience,” spiega. “Speri che la gente ascolti un brano e dica, ‘Sai, è come se sapessi esattamente quello che prova’. A mio avviso l’arte consiste proprio in questo: non si tratta semplicemente di comporre qualcosa, o qualcosa di personale, ma di scrivere qualcosa di personale che l’ascoltatore possa davvero riconoscere e sentire nell’animo.” Gavin DeGraw rappresenta proprio quel genere di album.
è bellissimo qllo ke dice!!!